Qualche giorno fa, per uno dei miei frequenti passaggi a Roma, ho scoperto strada facendo un’importante pecca delle nostre ferrovie nazionali… ero in anticipo di un bel po’ di ore rispetto al casting, pertanto ho pensato di far tappa in qualche piccola città per una veloce visita… impossibile!
Le stazioni delle piccole città (piccole per modo di dire poi, Livorno non è tanto piccola) non hanno un deposito bagagli… dunque, a meno che uno non voglia compiere la visita portandosi dietro la valigia, non c’è niente da fare.
Contrariata da questo stato di cose, me ne stavo sul primo binario della stazione di Grosseto ad attendere il treno per Roma, avendo già letto tutto il leggibile che avevo appresso, mi guardavo intorno alla ricerca di dolci visi di fanciulla, ormai la bellezza la fa da padrona ovunque, o forse io non vedo che il bello. Ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta in realtà, e chissà se qualche sguardo femminile che incrocio e resiste al mio, è mosso dagli stessi pensieri.
Ad un tratto la mia attenzione si sofferma su una coppia, una ragazza alta, snella, che vedo di profilo, essendo sulla mia stessa linea ed un’altra persona, più bassa e robusta; indossa il cappuccio della felpa sul capo, ci metto un po’ a capire che è anche lei una donna…
Si parlano semi abbracciate, appoggiate alla ringhiera del sottopassaggio, la longilinea sorride continuamente, l’altra è un po’ triste.
L’altoparlante annuncia il treno in arrivo e inizia lo scampanellio…
Le due ragazze si sono cambiate di posto, ora e quella alta ad essere appoggiata alla protezione di ferro. L’altra reagisce all’annuncio abbracciandola e nascondendo il viso sul collo di lei, sollevandosi sulle punte dei piedi, anche l’altra risponde all’abbraccio ed ora le due sono avvinghiate l’una all’altra.
Penso a due amiche del cuore… ma la ragazza con il cappuccio mi spezza il pensiero in mente, leva il capo dal collo dell’altra, la fissa per un lungo attimo negli occhi e la bacia sulla bocca con impeto, quasi volesse con quell’unico bacio, prendersi tutti i baci rimasti su quelle labbra.
Sono emozionata, mi batte il cuore, non riesco a distogliere lo sguardo, ma percepisco tutta la gente intorno e arrossisco un po’, quasi fossi io una delle due, quasi che guardandole mi percepisca unita a loro… E subito questo diventa il mio desiderio, un impulso quasi, fare i pochi passi che ci separano e unire alle loro la mia lingua, come un’approvazione, come un applauso.
Le vedo le loro lingue sgusciare da una bocca all’altra, delicate, morbide e le loro labbra incollarsi. La piccola ha le lacrime agli occhi, le scendono a pioggia ormai, bagna con esse anche il viso dell’amata. Mai visto nulla di simile in un luogo così pubblico.
Vorrei spingere indietro il treno che arriva, è fermo davanti a me ora, loro persistono… saliamo sullo stesso vagone dai due ingressi opposti… è solo la piccola che parte… si accomoda subito, cerco di raggiungere quel posto per sedermi accanto a lei, ma si è già seduto un ragazzo, trovo posto dalla parte opposta, ma posso osservarla.
Le ragazze si tengono la mano attraverso il finestrino, quella che sta giù è bellissima, la vedo solo ora di fronte, occhi celesti, lineamenti delicati, un bel seno. E’ lei che parla, è serena, sorridente, consola la compagna che piange, la quale si sporge dal finestrino nell’inutile tentativo di baciarla ancora; l’altra le carezza e bacia la mano, distinguo qualche parola che si dicono, un accenno di polemica al mondo intorno che magari le condanna ed infine quando il treno parte… la piccola piangente sussurra "Ti amo" e quella giù risponde ad alta voce "Anch’io ti amo".
Si consuma il dramma… la ragazza sul treno si copre il viso con il cappuccio e si scioglie in pianto… poi sembra si stia calmando, scopre il viso e i suoi lineamenti leggermente androgeni, ma i suoi modi, la sua sofferenza per il distacco, così femminili, mi fa tenerezza…
Ascolta musica con l’MP3… ricordi… e ri-pianti, sarà così fino a Roma.
Il controllore contesta qualcosa per il biglietto, forse non è vidimato… "viola" la sua privacy: è di Pescara. Nella monotonia del pianto, smarrisce il biglietto, anche il ragazzo l’aiuta a cercarlo… avrei voluto esserci io al suo posto, avrei cercato un contatto, un dialogo… la sua voce è delicatissima, vale quasi gli occhi celesti della compagna… ma siamo già a Roma, la perdo tra la folla…
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